giovedì 26 giugno 2008

nessun pericolo

sono vivo. per oggi.

lunedì 16 giugno 2008

amaca, iena e...

da qualche giorno daniele luttazzi ha una piccolissima rubrica sulla prima pagina del manifesto (consultabile sul sito del giornale il giorno seguente alla pubblicazione).

lunedì 9 giugno 2008

kill your idol

sono sempre stato contrario a riconoscermi in qualcuno.
ho sempre faticato a capire chi ha poster in camera, le tessere di partito, fa parte dei fan club, si fa firmare gli autografi, ha un sola fede, una sola patria, ecc.. insomma tutte quelle esternazioni che presuppongono un asservimento intellettuale pressoché totale nei confronti di un altro soggetto (fisico o meno).
trovo che sia la fine dello spirito critico, una sorta di ragionare per interposta persona che è limitante per chi lo mette in atto e risulta solamente fazioso e stupido per chi lo vede dall'esterno.
tuttavia una cosa sono gli "idoli" e altra sono gli esempi.
ecco, per me sono importantissimi gli esempi.
molto di quello che sono lo devo a (poche) persone che (spesso involontariamente) mi mi hanno incuriosito, determinato a confrontarmi con me stesso e con la vita.
persone che mi hanno fatto crescere, alcune delle quali da anni mi sono a fianco e sono anni che riescono a darmi quotidianamente qualcosa di nuovo, di interessante, di diverso.
mi hanno aiutato nei momenti difficili, certo. mi hanno voluto bene (spero). ma non è quello il fatto. non è per quello che devo ringraziarli.
è la crescita esponenziale della mia educazione sentimentale (quella di cui parla magistralmente il prof. Galimberti) dovuta ai loro incessanti stimoli intellettuali che mi ha sorretto nei momenti problematici.
più che il singolo consiglio avuto nel momento triste e complesso, è stata tutta la preparazione avvenuta prima che mi ha permesso di affrontare quei periodi di difficoltà.
non so bene perché sto scrivendo tutto questo. in realtà volevo solamnente dire che ho conosciuto personalmente un giornalista/filosofo che è stato tra le persone che più ha condizionato il mio modo di vedere le cose.
l'ho trovato stanco, molto probabilmente malato. mi è dispiaciuto come se avessi visto un mio caro amico nelle stesse condizioni.
mi ha accarezzato con dolcezza, ed è stato come se mi avesse accarezzato un parente anziano che da anni mi dispensa consigli di vita.
ad ulteriore conferma che (forse egoisticamente)voglio bene non tanto a chi è con me, ma a chi è per me. anzi, per me è.

mercoledì 4 giugno 2008

handle with care

anche questa è inciviltà!!!
non si può continuare a fare finta di nulla di fronte alla sofferenza. soprattutto di fronte a quella più incolpevole.