Alemanno: "Intitolare strade a Craxi, Almirante e Berlinguer"
io in via almirante non voglio rischiare di abitarci. e nemmeno in via craxi.
sinceramente non capisco perché si debba sempre tendere ad accontentare tutti, anche quando non è il caso. anche e soprattutto se si tratta di mere questioni di principio (come sono quelle riguardanti i nomi delle vie).
i sostenitori di "via almirante" ritengono che sia un'iniziativa più che leggittima in considerazione del fatto che esistono già alcune "via stalin" o "via lenin" sparse per l'italia.
bene, la soluzione più logica sarebbe quella di rimuovere queste onorificenze anacronistiche e dedicarle a personaggi meno discussi.
invece no. come al solito si deve puntare al basso. mantenere la via dedicata ad uno dei leader del novecento più sangunari mai esistiti e contemporaneamente aggiungerne una per un rappresentante della prima repubblica capace di dire che "esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo" oppure che "quanto ai grandi spacciatori, e nessuno se ne meravigli o si scandalizzi, io vado al di là della pena di morte per i terroristi. I grandi spacciatori di droga, che sono i nemici principali della nostra gioventù, debbono essere impiccati agli alberi delle nostre città" (fonte wikipedia).
un fulgido esempio di sostenitore dei diritti civili, insomma.
a poi alemanno (sì, proprio lui. il sindaco con la croce celtica che ha difeso lo scandaloso blocco del centro di roma da parte dei taxi) giustifica il tutto dicendo che "Bisogna dare un segnale chiaro ai cittadini e superare gli schemi della prima Repubblica"
se risfoderare il più illustre epigono del fascismo in italia come modello (reduce di salò, per chi non lo ricordasse) significa superare il passato e guardare al futuro.. bé allora significa che non siamo messi molto bene.
lunedì 26 maggio 2008
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4 commenti:
non c'entra con il post in questione.
ma c'entra sempre.
Paolo Borsellino a Bassano del Grappa, 26 gennaio 1989.
« L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, ........dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.... ».
non sapevo l'avesse detto anche a bassano.
viene spesso citata da travaglio questa affermazione.
è molto vera, ma anche molto molto pericolosa se "messa a disposizione" di persone male intenzionate.
voglio dire, la certezza giuridica ha la forza di essere una certezza, per quanto limitata.
il giudizio morale è essenziale, ma può diventare facilmente allusione o, peggio, illazione non documentabile.
non vi è nel resoconto giornalistico (ad esempio) quel bilanciamento degli interessi che è (dovrebbe essere) proprio di un proocedimento giudiziario.
questo vuol dire che tale affermazione è giusta, ma noi elettori dobbiamo cercare di documentarci il più possibile se riteniamo (come borsellino) che non basti una sentenza a misurare l'integrità di un uomo.
come sempre nella vita dobbiamo andare a fondo delle cose e ascoltare più versioni possibile dei fatti.
pena il pregiudizio.
pena il pregiudizio.
mi piace.
assai.
la casta di autocelebra!
peccato che non ci sarà mai una via Aldrovandi...
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